Tag: Repubblica Centrafricana

Buon compleanno “Amici per il Centrafrica”!

20 Anni di solidarietà verso i più poveri.

Il 16 novembre 2001 veniva costituita l’associazione “Amici per il Centrafrica”, promossa da Carla Maria Pagani, indimenticato presidente per oltre 15 anni.

Compiere vent’anni di attività significa avere una storia, un passato importante, una memoria, un’identità, e di questo i nostri volontari e sostenitori devono esserne fieri, orgogliosi. Oggi Amici per il Centrafrica è conosciuta e stimata in tutta la Repubblica Centrafricana dove opera nel campo della scuola, della sanità e della formazione professionale, che garantiscono il sogno di un futuro migliore a centinaia di persone.

Il Dispensario “Mama Carla” è il secondo centro pediatrico del Paese, la Scuola “Nicolas Barrè” nel centro “La Gioia di Vivere” è ormai un punto di riferimento nell’istruzione, così come il centro di formazione psicopedagogico per gli insegnanti Jean Paul II. Le collaborazioni con le autorità civili ed ecclesiastiche nonché con ONG presenti in RCA hanno permesso il raggiungimento di obiettivi insperati e di alto profilo qualitativo a sostegno delle categorie più povere della popolazione.

Un grazie sentito a tutti i sostenitori e ai volontari che hanno permesso di trasformare in realtà molti di progetti di solidarietà pensati 20 anni fa.

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Dispensario “Mama Carla”: la parola al responsabile sanitario locale

Il Dr. Bogning Mejiozem Brice Olivier, 36 anni, di origine camerunese, laureato in Medicina Generale a Bangui nel 2015, lavora al dispensario Mama Carla da giugno 2019 come responsabile sanitario locale e persona di riferimento per i progetti sanitari. Tra un mese otterrà la specializzazione in Pediatria grazie ad una borsa di studio accademica ottenuta attraverso la Santa Sede.

  1. Dr. Bogning Olivier, quali servizi offre il dispensario Mama Carla e quali sono le patologie che più frequentemente trattate nei bambini e negli adulti?

Il dispensario Mama Carla offre, oltre alle cure di base, anche trattamenti specialistici. Dopo l’ospedale  universitario pediatrico di Bangui (CHUPB), é il secondo centro a livello nazionale ad accogliere gratuitamente i bambini da 0 a 15 anni, nel cuore della capitale della Repubblica Centrafricana.

Ogni giorno il dispensario accoglie 90 malati, che vengono accuratamente selezionati, tenendo conto che ai tre medici, che si occupano delle consultazioni, sono affidati 30 malati ciascuno. Oltre a questi 90 nuovi ingressi, riceviamo dai 30 ai 40 appuntamenti al giorno, per cui sommando tutti gli accessi, si arriva a 120-130 malati. Le cure pediatriche comprendono, innanzitutto, quelle di base, che rispettano i protocolli del Ministero della Sanità e quelle legate alla nutrizione, la cui responsabile è stata accuratamente formata nel depistare e accompagnare i bambini affetti da malnutrizione moderata e severa. Inoltre un’équipe ad hoc, formata da due medici e due infermiere, si occupa dello screening e accompagnamento  dei bambini affetti dal virus HIV.

Se nel corso delle consultazioni, si individuano bambini che presentano ascessi, ferite, ulcere, malattie dermatologiche, questi vengono indirizzati al servizio infermieristico, dove ricevono cure appropriate. La pediatria generale comprende prevalentemente patologie acute, tra cui vorrei menzionare quelle tropicali, la malaria in primis, ma anche infezioni respiratorie, parassitosi intestinali e patologie dermatologiche.

Lo scorso anno é stato siglato un accordo bilaterale tra il dispensario Mama Carla e il CHUPB, secondo il quale una ventina di bambini al giorno vengono trasferiti dal CHUPB al Mama Carla e bambini che presentano  patologie acute gravi vengono trasferiti dal Mama Carla al CHUPB. Questa strategia da una parte riduce la mole di lavoro del Complesso Pediatrico e dall’altra potenzia i centri di salute periferici.

Il Prof. Gody, direttore del CHUPB, vorrebbe estendere questa strategia a tutto il Paese, poiché ne ha riscontrato i notevoli benefici a Bangui, che andrebbero a coinvolgere anche i centri sanitari periferici. Il dispensario Mama Carla é riuscito a ridurre gli accessi al CHUPB del 5% nel corso dell’anno 2020.

Per quanto riguarda la Medicina Generale, il dispensario Mama Carla accoglie ogni giorno dai 15 ai 20 adulti, affetti da patologie croniche, che hanno già cercato di trattare altrove prima di arrivare da noi, tramite farmaci acquistati nei mercati o dai guaritori tradizionali, senza però ottenere risultati. Le patologie croniche, che maggiormente riscontriamo nella pratica clinica, sono l’ipertensione arteriosa, il diabete, quelle tropicali, come la malaria, ma anche infezioni pelviche e febbre tifoide, senza dimenticare le patologie legate alla difficile situazione igienica e nutrizionale del Paese. Quest’anno abbiamo realizzato un progetto in collaborazione con COOPI (Cooperazione Internazionale di origine italiana) con lo scopo di sostenere le persone vulnerabili vittime della LRA (Lord’s Resistance Army, gruppo ribelle, fondato nel 1987 da Joseph Kony durante la guerra civile in Nord Uganda, arrivato nell’est della RCA sin dal 2012) dal punto di vista sanitario e psicologico. C’è da dire che anche dopo la conclusione di questo progetto, molte persone, di cui alcune sieropositive, continuano a farsi seguire da noi, grazie alla relazione di fiducia che si é instaurata nel corso del progetto. COOPI, tenendo conto della qualità dei servizi erogati al nostro Centro Mama Carla, vorrebbe continuare la collaborazione anche in futuro.

Il dispensario Mama Carla mette a disposizione della popolazione centrafricana un servizio di oftalmologia, che é dotato della prima molatrice del Paese, in grado di produrre occhiali su prescrizione medica. Questo centro, molto apprezzato dal Ministero della Sanità, è diventato un punto di riferimento per l’intera nazione. In collaborazione con l’Università di Bangui, il dispensario Mama Carla ha intrapreso un ciclo di formazione triennale per tecnici specializzati in cure dentistiche, che saranno poi inviati nei diversi distretti sanitari del Paese.

L’Associazione Amici per il Centrafrica ha realizzato anche un servizio di telemedicina, una piattaforma che consente ai medici locali di ottenere consigli e indicazioni terapeutiche da colleghi appartenenti ad avanzate istituzioni sanitarie europee. Recentemente il Ministro della salute ci ha chiesto informazioni sul nostro centro di telemedicina, poiché vorrebbe impiantare lo stesso sistema in altre istituzioni ospedaliere del Paese.

Per finire, il dispensario Mama Carla offre un servizio di day hospital per bambini e adulti, fino alle ore 15, dopodiché il paziente può essere ricoverato in altri ospedali della capitale o essere seguito come esterno. Il dispensario Mama Carla offre infine un servizio di presa in carico di circa 500 malati HIV positivi, di cui 200 malnutriti, per i quali, in accordo con il PAM (programme alimentaire mondial), forniamo alimenti e, in caso di bisogno, un supporto psicologico. Da questa breve carellata, non esaustiva comunque, dei servizi che il dispensario offre, ci si può facilmente rendere conto come questo centro stia diventando un punto di riferimento per i servizi di oftalmologia e odontoiatria a livello nazionale e per la salute dei bambini.

  •  Non é ancora possibile stilare un bilancio completo delle attività sanitarie del 2021 realizzate al Mama Carla. Le chiediamo tuttavia un bilancio provvisorio, tenendo conto di due eventi che hanno marcato il 2021, il perdurare della pandemia da coronavirus e l’ingravescente crisi politico-militare, legata alle elezioni presidenziali e legislative dello scorso dicembre.

All’inizio della pandemia, il dispensario Mama Carla è stata la prima struttura a mettere in atto sistemi di protezione contro il coronavirus in Repubblica Centrafricana, riducendo da subito, ad esempio, il numero degli accessi. Con l’aggravarsi della crisi politico-militare abbiamo notato la recrudescenza di un certo numero di patologie, già presenti, in primis la malnutrizione dei bambini in età compresa tra i 0 e i 5 anni. Nel tempo da 30 casi di malnutrizione, siamo arrivati a quasi 2.000 bambini seguiti nel nostro raggio di intervento. Questa triste realtà è lo specchio degli avvenimenti che hanno colpito il Paese in questi ultimi mesi, in particolare il blocco dei beni di prima necessità, che gravitano sull’asse che collega la capitale centrafricana a Douala. I prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati in maniera esponenziale, per cui anche il potere di acquisto è crollato in maniera vertiginosa. I bambini dai o ai 5 anni sono quelli che ne risentono maggiormente, perché in piena crescita, per cui non è difficile immaginare le conseguenze che questi bambini avranno a livello del loro sviluppo e più in generale le ripercussioni sull’intero Paese nei prossimi 20 anni. La crisi politico-militare ha causato inoltre una patologia che ora ritroviamo frequente nei nostri malati, quella dello stress post-traumatico, che è presa in carico da un consulente specializzato nella cura di questi malati.

  • Dr. Olivier, lei é stato coinvolto in diversi progetti realizzati dalla ONG Amici per il Centrafrica in Repubblica Centrafricana. Può raccontarci qualcosa a tal proposito?

Tra i progetti, in cui sono stato coinvolto, c’è un progetto che mi ha profondamente colpito, quello dell’assistenza sanitaria ai detenuti. Attraverso questo progetto abbiamo capito che privare qualcuno della sua libertà non vuole dire privarlo del suo diritto alla salute, ad essere adeguatamente nutrito, protetto. All’inizio della pandemia da coronavirus abbiamo realizzato formazioni specifiche in ambito carcerario, siamo entrati in contatto diretto con i detenuti, che vivevano in condizioni disumane, ma siamo riusciti a strappare loro il sorriso. Questo progetto, che ha coinvolto i detenuti delle prigioni di alcune città dell’ovest della Repubblica Centrafricana (Bouar, Carnot, Berberati, Mbaiki, Bossembele, Nola) ha cambiato il mio avvenire, poiché, come diceva Papa Francesco, occorre pensare ai detenuti e ridonare loro dignità e speranza. Vorrei ricordare in particolare un’esperienza nella prigione di Berberati. Stavo formando i colleghi su come prendersi carico dei detenuti senza pregiudizi e diventare consapevoli del loro diritto alla salute, quando, ad un certo punto, un medico mi chiede: “Pensi che qualcuno che ha torturato, ucciso, violato un bambino e che per di più è recidivo ha diritto alla salute?” Questa domanda mi ha sconvolto. Le raccomandazioni internazionali sono chiare al riguardo: non guardare a quello che un detenuto ha commesso, per quel crimine è già stato condannato. Il dispensario Mama Carla ha aiutato il personale sanitario, che opera in ambito carcerario, a superare queste barriere per imparare a vedere nei detenuti delle persone ed in particolare dei pazienti di cui prendersi cura. Piano piano il personale ha iniziato a portare il cibo direttamente nelle loro celle, a variare l’alimentazione, ad insegnare ai detenuti a piantare, raccogliere e a consumare i prodotti del loro orto. C’è stato un altro progetto, che per un anno ha sostenuto sei centri di salute sull’asse Bangui-Mbaiki, dove le strutture sanitarie erano fatiscenti. L’ONG Amici per il Centrafrica, grazie al finanziamento della cooperazione italiana, ha potuto dotare i sei centri di salute di farmaci e materiale sanitario, rispondendo così all’appello del presidente della Repubblica, che chiede pressantemente di venire in aiuto agli strati più vulnerabili della popolazione. Questo progetto ha avuto un notevole impatto in tutto il comune di Pissa, che continua a richiedere la presenza della ONG Amici per il Centrafrica per continuare le attività sanitarie iniziate.

  • Può dirci qualcosa sull’apprezzamento delle cure erogate al  dispensario Mama Carla da parte delle autorità e della gente, che vi accede ogni giorno?

Per dare un’idea del grado di soddisfazione delle cure erogate, vorrei citare innanzitutto il fatto che lo stesso Ministro della salute viene a curarsi al dispensario Mama Carla. Un giorno, in cui pioveva a dirotto, l’ho visto entrare molto discretamente al dispensario sotto il suo ombrello e prendere la direzione del centro di oftalmologia. Anche i suoi figli vengono da noi per usufruire delle cure odontoiatriche. Questo dimostra l’importanza che lui personalmente conferisce a questa struttura. Se il Ministro della salute accede al nostro centro è proprio grazie alla qualità, alla professionalità e al rigore dimostrato dal personale, che vi lavora. Anche il Direttore del CHUPB vuole rendere il dispensario Mama Carla come appendice del Complesso Pediatrico, grazie all’ottima collaborazione, alla qualità delle cure e agli scambi che si realizzano durante le riunioni mensili di analisi del lavoro effettuato nelle rispettive strutture. Per quanto riguarda il grado di soddisfazione delle persone che accedono ogni giorno al dispensario, occorre dire che la folla che vediamo ogni giorno davanti al dispensario dimostra come la gente abbia fiducia in questa struttura grazie alla qualità e gratuità delle cure che vengono somministrate. Il mattino siamo obbligati a distribuire ai pazienti un numero di ingresso progressivo da 1 fino a 90, perché, tenendo conto delle misure protettive ancora in atto, non possiamo creare sovraffollamento. Vorrei concludere dicendo che, anche durante i momenti più difficili della crisi politico-militare dei mesi scorsi, le persone arrivavano la mattina presto, ancora prima dell’alba, sfidando il coprifuoco in vigore fino alle 5 e l’insicurezza.

  • Dr. Olivier, la sua carriera é arrivata ad un giro di boa importante: può dirci di cosa si tratta e qual é il suo sogno per il suo futuro professionale?

Vorrei innanzitutto ringraziare alcune persone in particolare, Valentina Morini, ex rappresentante-paese, con cui ho lavorato sin dall’inizio del mio servizio, il dottor Mario Giobbia, Direttore sanitario del dispensario, che è per me come un mentor e Pier Paolo Grisetti e Cristina Cerisoli, rispettivamente presidente e vicepresidente della ONG Amici per il Centrafrica, per l’opportunità che mi hanno dato di vedere la medicina sotto un’altra angolatura. Ho potuto imparare aspetti sanitari importanti in diversi campi, quali l’amministrazione, il controllo di sé, il confronto, l’ascolto di altri punti di vista. Tra un mese diventerò specialista in Pediatria. Il mio sogno sarebbe quello di insegnare, trasmettere ai futuri medici tutto quello che ho imparato. Desidererei  completare la mia formazione attraverso uno stage in Europa ottenuto grazie a questa ONG, con cui lavoro da oltre due anni. Vorrei visitare un servizio di Malattie Infettive per almeno tre mesi e ritornare per condividere le conoscenze apprese. Questa ONG è entrata nella mia vita nel momento in cui ne avevo maggiormente bisogno, essendo vittima di ingiustizie e stigmatizzazione. Il dispensario non è stato soltanto luogo di apprendimento, ma anche luogo in cui le mie capacità professionali sono state valorizzate appieno. Di sicuro anche nel futuro vorrei conservare un legame con questo centro, grazie a tutto quello che ho imparato.

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Il nostro contributo alla lotta contro la malnutrizione

Amici per il Centrafrica ODV collabora dal 2019 con PAM (Programma Alimentare Mondiale) nella lotta alla malnutrizione acuta e moderata. Programma che coinvolge bambini e adulti centrafricani, nella capitale Bangui e nella Prefettura della Lobaye.

La Repubblica Centrafricana presenta alti tassi di malnutrizione, che si attesta tra le cause più diffuse di mortalità infantile, accanto alle malattie respiratorie acute e alle infezioni diarroiche.  La malnutrizione acuta è tra le prime 5 cause di morte in bambini di meno di 5 cinque anni. Il tasso di MAS (malnutrizione acuta severa) è 7,8%, quello di MAM (malnutrizione acuta moderata) è 40% (2012).

Al Centro Mama Carla di Bangui l’équipe sanitaria si occupa del controllo e del monitoraggio dello stato nutrizionale dei pazienti, grazie alla misurazione di una serie di parametri ricavabili attraverso un’anamnesi nutrizionale ed un esame clinico. Lo staff medico del centro identifica i bisogni di assistenza nutrizionale. Per i minori, si utilizza solitamente la misura della circonferenza del braccio (MUAC) oppure, in armonia con le linee guida dell’Unicef, si rilevano i dati antropometrici attraverso il calcolo del WAZ (peso per età), il WHZ (peso per altezza) e HAZ (altezza per età). I dati rilevati vengono memorizzati in un’apposita scheda paziente archiviati in un database di pratica lettura e consultabile anche in modalità remota.

Nel corso del 2020, il numero di pazienti malnutriti che ha avuto accesso al Centro Mama Carla è stato di circa 900 persone.

Mediamente ogni mese vengono distribuiti 250 di olio, 130 sacchi di farina, circa 5000 euro di buoni pasto.

La collaborazione con PAM è stata rinnovata anche per l’anno 2021, con l’aumento della fornitura di complementi nutrizionali e alimenti destinati ai pazienti malnutriti. Nello specifico, PAM fornisce farine, olii vegetali e pumplisup – componenti fondamentale per la presa in carico di minori malnutriti – e buoni alimentari per l’acquisto di alimenti destinati ai pazienti HIV-positivi malnutriti.

L’impegno di Amici per il Centrafrica ODV si estende anche alle carceri maschili e femminili di Bangui, nello specifico la prigione di Ngaragba e di Bimbo, a cui forniamo alimenti specifici per i detenuti HIV-positivi malnutriti, e a 6 centri di salute pubblici sull’asse viario tra la capitale e la città di Mbaiki, ai quali forniamo assistenza, formazione e materiale necessario per la cura dei pazienti malnutriti.

Infine, è importante segnalare l’impegno di Amici per il Centrafrica nella sensibilizzazione delle donne, centro nevralgico della vita famigliare, sulle buone pratiche di una corretta alimentazione, in un’ottica di prevenzione della malnutrizione infantile.

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Il nostro augurio di Buona Pasqua: essere al fianco di chi ha bisogno

Il nostro augurio di Buona Pasqua: essere al fianco di chi ha bisogno

E’ difficile trovare le parole giuste per rivolgere a tutti voi un augurio di Pasqua, in un periodo segnato da un’epidemia e da ciò che essa sta causando, da una crisi internazionale che ha provocato incertezza e smarrimento. 

Ma, nonostante questo, si deve essere capaci di trasformare ciò che si sta vivendo in una forma di “contagio gioioso”, basato perlopiù sulle relazioni umane, farsi guidare dal cuore per essere a fianco di chi ha bisogno

Essere capaci di “prendere per mano” i malati, gli emarginati, coloro che vivono in situazioni di difficoltà per rendere la loro vita dignitosa e donare loro una speranza attraverso il nostro sorriso e ed il coraggio: ciò rappresenta la rinascita, valore emblematico della Pasqua, di una buona Pasqua. 

Ricordo le parole del nostro Dott. Olivier che, citando il progetto di assistenza umana e sanitaria nelle carceri africane in collaborazione con UNICEF e la Minusca, la Missione di pace di Stabilizzazione Integrata Multidimensionale delle Nazioni Unite, ha affermato: “la prigione di Ngaragba è una tomba a cielo aperto. Giuro, mon président, la prigione di Ngaragba è la definizione stessa della parola sofferenza. Nessuno può sopportare di passare una sola ora in questa prigione”. 
Ngaragba rappresenta un caso estremo di sofferenza, un luogo di detenzione dove l’intervento di Amici per il Centrafrica Odv è non solo un aiuto concreto per i detenuti ma esprime l’operato concreto dell’Associazione quale il donare un sorriso, uno sguardo, una speranza a coloro che come esseri umani non devono essere dimenticati o emarginati. 
La prigione di Ngaragba mi ricorda il cammino che si compie nel periodo pasquale segnato dapprima da dolore e sofferenza e che si conclude con la rinascita, con la certezza che tutti possiamo sperare nella pace. 

In questo momento, mentre leggerete queste parole, mi trovo in Repubblica Centrafricana per una nuova missione umanitaria, in un momento particolare segnato da preoccupazioni e timori, sia per la situazione generale sia per quella locale: il passaggio di consegne tra capo progetto, le problematiche con il personale che opera in loco, la conclusione di importanti progetti di cooperazione internazionale e l’inizio di altri altrettanto significativi che richiedono grande attenzione e formazione. 

In questo momento è ancor più essenziale sentire la vicinanza di tutti voi, volontari, amici e donatori che siete sempre al nostro fianco per aiutarci nel prendere decisioni volte al donare una speranza ai giovani centrafricani che tanto credono in noi.
Il mio augurio, usando una metafora per ciò che ho condiviso in queste righe, è quello di essere capaci di liberarci dalla prigione di Ngaragba e rinascere in un mondo di pace e serenità dove il sorriso possa essere sempre il segno che contraddistingue ognuno di noi quando si pone di fronte al prossimo.

Pierpaolo Grisetti, Presidente Amici per il Centafrica ODV

Elezioni Centrafrica, Guerra Centrafrica, RCA, Repubblica Centrafricana

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La pace in Centrafrica rimane ancora un sogno?

In Repubblica Centrafricana le elezioni presidenziali e legislative dello scorso 27 dicembre, tanto attese al fine di suggellare l’Accordo per la pace e la riconciliazione (APPR) firmato a Khartoum quasi 2 anni fa tra autorità e 14 gruppi armati, hanno invece dato l’avvio ad un’escalation di violenze in tutto il Paese.

Dopo che l’ex presidente François Bozizé, estromesso nel 2013 da un colpo di Stato, è stato escluso dalla corsa alla presidenza dalla Corte Costituzionale lo scorso 3 dicembre la tensione è aumentata. Su di lui pesa infatti un mandato di arresto internazionale per omicidi, sequestri di persona, detenzioni arbitrarie e torture.

Si temevano ripercussioni da questo coraggioso verdetto istituzionale. Che non si sono fatte attendere. I sei più potenti gruppi armati, in lotta per il controllo del territorio, si riuniscono a metà dicembre nella Coalizione dei patrioti per il cambiamento (Cpc), firmando la dichiarazione di Kamba Kota, una località al nord-ovest del Centrafrica, con l’intento di destabilizzare il Paese per chiedere il rinvio delle elezioni e l’apertura di una concertazione tra le forze vive della nazione così da appianare le cose prima del voto. Governo, Minusca e Comunità Internazionale rifiutano categoricamente questa via e il processo elettorale va avanti. Intanto si moltiplicano i focolai di insicurezza, a partire da alcune cittadine sull’asse strategico Bangui Garoua-Mboulay, su cui gravita il passaggio delle merci di approvvigionamento della capitale centrafricana. Che si estendono poi fino a toccare le principali città del Paese, costringendo 84.000 centrafricani a fuggire in Cameroun, Repubblica Democratica del Congo, Congo Brazzaville, Ciad e 200.000 sfollati a cercare rifugio nella foresta o presso Chiese e conventi.

Si arriva così al voto del 27 dicembre. Tutto si svolge regolarmente a Bangui e dintorni, tuttavia più della metà del Paese non partecipa al voto. In alcuni territori si vota, ma poi i gruppi armati si impossessano delle urne e le bruciano, i processi verbali non sono controfirmati dai rappresentanti dei candidati, le urne sono stoccate nei locali della Minusca o delle autorità amministrative in attesa dello spoglio delle schede il giorno seguente. La validità dei risultati lascia molto a desiderare. Su 1,8 milioni di iscritti votano 695.010 centrafricani, cioè il 37%. Il 4 gennaio sono proclamati i risultati provvisori. Il presidente uscente Touadéra vince al primo turno con il 53,92% dei voti.

Undici dei sedici candidati alle presidenziali rifiutano i risultati e presentano ricorso alla Corte Costituzionale per irregolarità, mancanza di trasparenza e intere zone private di seggi, 29 sottoprefetture su 71, chiedono l’annullamento del voto. Intanto la ribellione arriva alle porte di Bangui. Il 13 gennaio un doppio attacco simultaneo, sui fronti nord e sud, rispettivamente a 12 e 9 chilometri dal centro città, paralizza la capitale, provocando uno spostamento massiccio della popolazione alla ricerca di luoghi più sicuri. L’attacco è tuttavia ben presto neutralizzato dopo circa tre ore di combattimenti, grazie al contrattacco delle forze armate nazionali (Faca), delle forze della missione Onu (Minusca) e delle truppe russe e francesi. Da questo momento, il ritmo della vita cambia vertiginosamente nella capitale, nonostante il Governo dichiari che la situazione è sotto controllo. Un coprifuoco è proclamato dalle 18 alle 5 di mattina, a cui segue uno stato di emergenza di 15 giorni, prolungati alla sua scadenza a 6 mesi dall’Assemblea Nazionale per, a detta delle autorità, tracciare i ribelli e mettere fine a decenni di conflitto. “Cosa inquietante, come afferma Gervais Lakosso, coordinatore del Gruppo di lavoro della società civile sulla crisi centrafricana (Gtsc), che dimostra che la crisi è ben lungi dal finire”.

Il 19 gennaio la Corte Costituzionale convalida la vittoria del capo dello stato uscente Faustin Archange Touadéra a un secondo mandato con 318.626 voti (53,16%), davanti al suo principale avversario, Anicet Georges Dologuelé, che ne ha ottenuti 130.017 (21,69%). Anche se a votare, è stato solo un terzo degli aventi diritto.

Intanto nelle province i combattimenti continuano tra i gruppi armati da una parte e le FACA ed i suoi alleati dall’altra per riprendere il controllo delle principali città occupate. Con una nuova strategia militare. Le FACA, che erano per lo più sulla difensiva all’inizio della ribellione, cercano ora di attaccare le posizioni dei ribelli per cacciarli dalle città occupate.

In questo momento l’asse strategico Bangui Garoua-Mboulay è passato sotto il controllo delle forze regolari centrafricani e molti veicoli, che trasportano alimenti e prodotti di prima necessità, bloccati per quasi due mesi al confine con il Cameroun, hanno ripreso a circolare e rifornire la capitale Bangui.

E’ in un tale contesto che i risultati definitivi del primo turno delle elezioni legislative sono proclamati dalla Corte Costituzionale. Degli oltre 1.500 candidati in lizza per 140 poltrone, soltanto 22 sono dichiarati eletti al primo turno, a causa dell’insicurezza, ma anche di una serie di irregolarità e altre violazioni del Codice elettorale che hanno obbligato la Corte Costituzionale ad annullare o correggere certi risultati.

Un Decreto firmato dal Presidente della Repubblica lo scorso 12 febbraio convoca il corpo elettorale per il secondo turno delle legislative e per il primo turno delle legislative parziali per il 14 marzo 2021.

Dopo Bouar, Bosseptelé, Bossembelé e molte altre città, le forze armate convenzionali sono riuscite a riprendere il controllo della località mineraria di Ndassima, a 18 chilometri da Bambari, considerata scandalo geologico per la vastità di miniere d’oro, al centro di conflitti che oltrepassano i confini della Repubblica Centrafricana.

Se il Paese da decenni è vittima di tensioni e di una crisi interminabile, è su questo versante innanzitutto che vanno ricercate le sue cause profonde.

Elezioni Centrafrica, Guerra Centrafrica, RCA, Repubblica Centrafricana

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Progetto di estensione della copertura sanitaria gratuita in Repubblica Centrafricana

Nel mese di Novembre si è conclusa la 1^annualità del progetto cofinanziato da CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e grazie ai risultati raggiunti si prosegue per altri 12 mesi.

Il primo anno del progetto “ESTENSIONE DELLA COPERTURA SANITARIA GRATUITA DA BANGUI A LOBAYE” si è concluso: un anno ricco di soddisfazioni ma anche di difficoltà legate perlopiù alla pandemia COVID-19, emergenza che ha avuto un forte impatto sia sulle attività del Centro Sanitario “Mama Carla” che sull’operatività della clinica mobile attiva sull’asse Bangui-Mbaiki. Nonostante ciò, si è riusciti a raggiungere la maggior parte degli obiettivi, portando assistenza e garantendo una copertura sanitaria anche nelle aree e prefetture più difficili da raggiungere.

Solo qualche numero inerente il periodo novembre 2019 – ottobre 2020:

  • 20.000 visite, 30.000 medicinali distribuiti, 2.200 casi di malnutrizione MAM curati e 2.500 bambini vaccinati, attività svolte al Centro Sanitario Mama Carla
  • 160 campagne di promozione della salute: importante attività di sensibilizzazione promossa nelle scuole e nei quartieri
  • 25.000 analisi di laboratorio: nonostante le difficoltà nell’acquisto dei reagenti, alcuni dei quali di provenienza dal Camerun, il blocco degli spostamenti aerei ed il rallentamento del trasporto su strada nel periodo di picco COVID-19
  • 120 moduli formativi che formato personale sanitario professionale: 22 clinici impiegati nel Centro Mama Carla e sulla clinica mobile. La formazione si è focalizzata su: Accoglienza, Orientamento Pazienti, Igiene Ospedaliera, Gestione delle Urgenze Mediche, Gestione delle Urgenze Chirurgiche, Malnutrizione (MAM – MAS).

Inoltre nel corso dei primi mesi di progetto:

  • Attivazione di sale per le visite dentistiche con la formazione di Terapisti Dentali all’interno del Centro Sanitario Mama Carla. Acquisto dell’attrezzatura medico sanitaria necessario per l’implementazione delle sale dentistiche: 3 riuniti dentistici con utilizzo sia in postazioni fisse che mobili, 2 aspiratori e compressori, 2 macchine sterilizzatrici e tutto il materiale necessario per gli interventi dentistici (pinze, leve, siringhe…). L’emergenza pandemia COVID-19 ha causato rallentamenti e ritardi nell’approvvigionamento del materiale e nella spedizione degli stessi. Tutta la strumentazione è stata consegnata e si renderanno operative le sale dentistiche a breve.
  • la clinica mobile ha concentrato il suo operato perlopiù viario tra le città di Bangui e Mbaiki, spingendosi fino al limitare della foresta pluviale della Lobaye, abitata in prevalenza da pigmei Aka. Anche questa attività ha subito rallentamenti a causa dell’emergenza COVID-19: nei mesi di picco della pandemia (aprile 2020 -settembre 2020), su indicazioni ministeriali, la circolazione dalla capitale – luogo in cui si è concentrato il maggior numero di casi riscontrati- alla Prefettura della Lobaye è stata ridotta. Ma nonostante questo, fin dalle prime settimane di progetto, è stato attivato il servizio con: erogazione di cure di base in collaborazione con i centri sanitari pubblici della zona, campagne vaccinali e di sensibilizzazione nei villaggi limitrofi agli stessi centri sanitari. A fronte delle difficoltà è impattante il numero di consultazioni effettuate pari a 8.500 e altrettanto determinante la numerica di erogazione di medicinali e vaccini e la campagna di sensibilizzazione della popolazione locale, soprattutto in relazione al rischio di SARS-COV-2.

CEI, Cooperazione internazionale, otto per mille, Repubblica Centrafricana, Sanità gratuita

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