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Pasqua 2023 – La nostra passione per i più bisognosi della Repubblica Centrafricana

Cari Amici e Sostenitori, ci avviciniamo alla Santa Pasqua e auguro a tutti voi che sia colma di speranze e di pace.

L’ultimo anno è stato complesso, segnato da difficoltà finanziarie e gestionali, in cui l’inflazione e l’esplosione dei costi delle materie prime si sono fatte pesantemente sentire soprattutto sulle nazioni dell’Africa centrale, già duramente colpite dalla povertà e dalla instabilità politica.

Qualche preoccupazione arriva anche dalla situazione generale nella Repubblica Centrafricana, dove qualche episodio di violenza tenta di minare una pace già flebile e barcollante. Una pace necessaria per consentire un lavoro di sviluppo e crescita economica e sociale. Una pace che deve nascere dalla giustizia e la giustizia dall’amore che ognuno di noi è capace di trasmettere ai giovani, ai bambini e alle donne centrafricane.

I molti progetti di Amici per il Centrafrica ODV sono stati messi a dura prova, e tutt’ora combattiamo giornalmente per salvaguardare le iniziative formative e sanitarie che in oltre vent’anni di attività in Centrafrica abbiamo creato e gestito in aiuto dei più bisognosi. 

Nonostante queste difficoltà, dobbiamo però essere sempre animati, anche nei momenti più bui, da un sentimento di speranza e di fiducia. 

Speranza e Fiducia che ci arrivano dalle tante attestazioni di solidarietà e di gratitudine che sperimentiamo tutti i giorni.

Speranza e Fiducia che ci arrivano dai risultati ottenuti: nelle scuole costruite e gestite da “Amici per il Centrafrica” studiano oggi quasi 5000 bambini e ragazzi; nei nostri centri sanitari oltre 200 persone vengono curate gratuitamente ogni giorno; garantiamo servizi quali l’ottica, la dentista, le analisi cliniche di laboratorio che difficilmente avrebbero altre possibilità di risposta nel paese; anche quest’anno metteremo a disposizione della comunità 40 insegnanti e 12 terapisti dentali che si diplomeranno nei nostri centri di formazione.

In particolare, segnalo due progetti cui abbiamo dato avvio:

  1. l’assistenza sanitaria a circa 1500 detenuti nelle carceri di N’Garagba, Bimbo e Camp de Roux. Assistenza sanitaria completamente assente prima del nostro intervento
  2. il consolidamento del percorso di formazione professionale per Prototipisti (Modellistica e Confezione), con l’apertura del secondo anno di corso.

Non possiamo quindi permetterci di rallentare le nostre attività, ma dobbiamo andare avanti affinché sia garantita la continuità di tutti progetti e di tutte le iniziative.

La continuità, la perseveranza e il continuo cammino fianco a fianco alla popolazione è l’unico aiuto vero e concreto per risollevare questo Paese martoriato da fame, guerre interne, povertà materiale ed educativa.

Spesso mi viene chiesto perché abbiamo scelto proprio la Repubblica Centrafricana quando ci sono realtà vicine e non, altrettanto bisognose. E a questa domanda la risposta è semplice: i poveri della Repubblica Centrafricana ci hanno scelto! E da parte nostra la risposta è stata il credere che ci debba essere una possibilità per TUTTI e questa consapevolezza deve nascere da noi, che siamo nati e cresciuti nella parte “fortunata” del mondo.

La Pasqua è rinascita. E la rinascita avviene attraverso la consapevolezza, l’impegno e il dovere che non si debba rimanere sordi al grido di aiuto dei più deboli, cui garantire quei diritti primari che spesso diamo per scontati: cibo, cure sanitarie, educazione.

Abbiamo dunque bisogno dell’impegno e dell’aiuto di molti, che si concretizza in diverse forme: se ognuno porta il suo contributo, il peso si divide ed è più facile sostenerlo.

Passiamo all’azione e facciamo un gesto concreto:

https://www.amicicentrafrica.it/sostienici/

Ringrazio di Cuore, augurando a voi e ai vostri Cari una serena e felice Pasqua

Pierpaolo Grisetti, Presidente Amici per il Centrafrica ODV

Cooperazione internazionale, donare, pasqua, Repubblica Centrafricana

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Arriva il dono di TERNA: 95 pannelli fotovoltaici

Terna dona 95 pannelli solari destinati alla Scuola dei Mestieri di Bangui

Sono stati consegnati lo scorso 1° febbraio, presso la sede di Limido Comasco di Amici per il Centrafrica ODV, 95 pannelli fotovoltaici donati da Terna, il gestore della rete elettrica italiana.

Una volta a destinazione a Bangui (Capitale della Repubblica Centrafricana) questi pannelli aiuteranno a migliorare l’autonomia energetica del centro “La Joie de Vivre”, polo educativo e sanitario di riferimento per oltre 4000 bambini e ragazzi della città.

In particolare, grazie alla donazione ricevuta, si potranno creare le condizioni affinché sia garantita l’energia elettrica indispensabile per il funzionamento dei laboratori del centro di formazione professionale la “Scuola dei Mestieri”: laboratorio di prototipia industriale, laboratorio di odontoiatria, laboratorio informatico, aule didattiche della scuola di pedagogia per formatori.

Un sentito ringraziamento a Terna per la disponibilità e la sensibilità dimostrata per questa rilevante causa.

Cooperazione internazionale, donare, energia solare, Formazione Professionale, terna

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Fashion in Bangui! Dal Burundi al Centrafrica via Milano

Al termine del primo anno di corso, intervistiamo BERTHILLE KAZE, docente del corso di Prototipia

(di F. Farolfi)

Bella, intraprendente, solare, creativa e anche molto ambiziosa, Berthille, di origine burundese, si presenta e soprattutto presenta il lavoro che sta svolgendo a Bangui (Repubblica Centrafricana) per conto dell’Associazione “Amici per il Centrafrica” (ACA). Perché gli obiettivi che l’Associazione si è data non rimangano sulla carta, ma diventino vita. Per tutto un popolo.

Berthille, dopo la laurea in Comunicazione Sociale, conseguita in Burundi, si lancia in ciò che desidera più di ogni altra cosa. La moda. Ma per questo serve un percorso di formazione specifico. Nonostante le difficoltà, non desiste. E vi riesce, in un modo del tutto inaspettato. Infatti, attraverso ACA (che stava valutando l’apertura di una scuola di sartoria, ma non trovava docenti e soprattutto metodologie in Centrafrica) e grazie alla generosità e disponibilità dell’Istituto Secoli di Milano frequenta il corso annuale post diploma in modellistica e confezione, un’eccellenza italiana, riferimento a livello mondiale per lo studio e l’apprendimento nel settore moda.  Ma lasciamo che sia lei a raccontarci la sua avventura, che dal Burundi l’ha portata alla Repubblica Centrafricana. Passando per Milano, una delle capitali mondiali della moda.

Berthille, ci potresti raccontare com’è nata la tua passione per la moda?

Mi sono appassionata alla moda quando avevo 15 anni. Già a quell’età sapevo quello che volevo. Ma non avevo i mezzi. Desideravo creare un marchio di moda nel mio Paese, poiché volevo che la gente indossasse abiti creati in Burundi. Ma per questo mi occorreva una formazione specifica. I miei genitori non capivano cosa io volessi fare, pensavano alla solita formazione in taglio e cucito, per la quale non erano richieste grosse risorse finanziarie. Ma non si trattava di questo. Mio padre mi impose di iscrivermi all’Università. Allora scelsi un percorso di studi, ma non ero contenta, perché non era quello che volevo fare. Mi sembrava di perdere soltanto del tempo. Non potevo neppure partire per studiare all’estero perché né io né i miei genitori avevamo i mezzi necessari. Tuttavia, durante il mio percorso di studi universitari, tutto quello che imparavo lo incanalavo verso quello che desideravo realmente fare, la moda. Ogni istante associavo la comunicazione alla moda. Così ho potuto arrivare alla fine.

Come sei riuscita a realizzare concretamente il tuo sogno?

Durante gli anni di studio all’università, iniziai il lavoro di cucito presso un sarto venuto dal Benin, già molto conosciuto nel Paese. Cercai di fargli capire che la moda non era per me un modo per fare carriera, ma di realizzare pienamente me stessa. Il sarto mi disse di andare da lui tutte le volte che potevo per imparare le basi della sartoria. Nel giro di un paio di mesi avevo già imparato a utilizzare la macchina da cucire, a sviluppare la mia immaginazione, perché, così mi diceva, ogni cosa che desideravo creare, dovevo prima produrla con la mia immaginazione, per poi riportarla sulla carta. Una delle prime cose che mi aveva affidato era la costruzione di piccoli fiori. Sembrava una cosa banale, invece mi risultò alquanto complessa per il fatto che, seppure piccoli, i fiori dovevano essere perfetti. Il sarto, che mi impartiva lezioni gratuitamente, rientrò nel suo Paese ben presto. Così tutto fu interrotto. Ma anche questa volta non mi diedi per vinta. Fu così che iniziai a vendere abiti di seconda mano, quelli che erano di taglia larga li trasformavo, li stringevo oppure modificavo completamente il modello. Non avendo la macchina da cucire in quel momento, disegnavo il modello e lo portavo da un sarto, perché realizzasse quello che avevo in mente. Spesso lui non voleva riprodurre quello che desideravo fare perché mi diceva che quel modello non esisteva. Cominciai allora a vendere sia il modello che gli abiti. Fu in quell’epoca che cominciai ad avere clienti. E con i soldi risparmiati riuscii a comprare la mia prima macchina da cucire. Era il 2016. All’inizio facevo errori, ma continuai, senza mai scoraggiarmi. Ma sognavo un corso in Europa.

Come sei arrivata all’Istituto Secoli di Milano?

Avevo un’amica che era partita in Italia per un altro percorso di studi. Grazie ad una persona che lei conosceva, sono riuscita a prendere contatti con l’Associazione Amici per il Centrafrica, che stava cercando una persona da formare in Italia, grazie alla disponibilità dell’Istituto Secoli, su modellistica e confezione, con la finalità di trasmettere poi le conoscenze apprese con l’apertura di un corso per Prototipisti alla “Scuola dei Mestieri” creata a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Dopo aver mandato il mio CV, aspettai la risposta per qualche mese. A marzo mi fu comunicato che ero stata selezionata, fra molti candidati. E dopo varie problematche legate al visto d’ingresso (anche qui ACA e l’Istituto Secoli mi furono d’aiuto), fui pronta partire.

Qual è stato il tuo impatto con la nuova cultura italiana e con l’Istituto Secoli?

Arrivata in Italia la prima persona che incontrai fu Stefano, figlio di Carla Pagani, fondatrice dell’Associazione. Alloggiavo in un appartamento messo a disposizione gratuitamente da una sostenitrice dell’Associazione. Oltre all’alloggio ACA mi copriva le spese ordinarie mentre la formazione era offerta dall’Istituto. Iniziavo a parlare in italiano, continuavo in francese, con qualche parola di inglese in mezzo! Un disastro, ma ci capivamo, era l’essenziale! Assieme ad un’altra ragazza congolese, anche lei selezionata per seguire la formazione all’Istituto Secoli, frequentai in Agosto e Settembre un corso intensivo di lingua italiana, che seguimmo per un mese e mezzo. Il 4 ottobre iniziai la formazione all’Istituto Secoli, che si protrasse per un anno. Non fu per nulla facile, ma bellissimo allo stesso tempo. Imparai tutto quello che serve per creare abiti in scala industriale. Naturalmente fu fondamentale l’aiuto dei docenti e dei tutor della Secoli che sono stati meravigliosi e pazienti con me. Il corso di prototipia industriale e artigianale consiste nel realizzare cartamodelli base delle principali tipologie di abbigliamento donna (gonne, pantaloni e abiti) e di confezionare prototipi completi con l’ausilio di macchine da cucire industriali. Quello che fu difficile per me all’inizio fu la lingua. Riuscivo a capire se qualcuno parlava lentamente, ma quello che risultava più difficoltoso era comprendere ed imparare tutti i termini tecnici… Durante il corso persi quasi 10 chili, soprattutto per il fatto che dormivo molto poco. Arrivavo a lavorare 72 ore di fila senza dormire!! Mi dicevo: ho un anno e devo imparare il più possibile! Ricordo che una volta avevo cominciato a lavorare alle ore 18 e pensavo di andare a riposare a mezzanotte, poiché l’indomani sarebbe stato l’inizio di una nuova settimana. Iniziai così a lavorare, ad un certo punto cominciai a sentirmi un po’ stanca, guardai l’orologio. Erano le 5.30 di mattina! Non potevo credere. Dovetti controllare più orologi, fino ad accendere la televisione per confermare l’orario dell’alba del lunedì mattina. Ero talmente immersa in quello che facevo che non sentivo più né la fame, né il sonno.

E adesso la tua avventura continua a Bangui. Puoi raccontarci qualcosa di più?

Sono venuta qui a Bangui per impartire una formazione in confezione e modellistica a giovani centrafricani. Durante l’anno di mia permanenza in Italia l’Istituto Secoli ha infatti anche provveduto a tradurre in francese il materiale didattico e le esercitazioni per tutto l’anno di corso, di modo che potessi riportarlo a Bangui. Anche le aule e i laboratori sono stati allestiti con macchine e materiali reperiti da donatori in Italia su indicazione dell’Istituto Secoli. Un progetto ambizioso, primo e unico nel panorama della Repubblica Centrafricana, che garantirà un futuro ai 12 studenti, futuri prototipisti, selezionati tra una cinquantina di aspiranti, che hanno dimostrato da subito serietà e impegno. Si tratta di una formazione annuale, 2 semestri per complessive 900 ore, ma pensiamo di prolungarla a due anni. Alla fine della loro formazione, gli studenti potranno lavorare all’interno di laboratori artigianali e piccole aziende industriali, anche con commesse dall’estero, oppure creare le firme delle loro collezioni qui a Bangui. Non si tratta di creare abiti sulla misura del cliente, ma di creare capi di moda su scala industriale, con diverse taglie, che i clienti potranno scegliere.

Che cosa sogni per la tua carriera professionale?

Il mio sogno nel lungo termine non è cambiato: creare il mio brand, la mia collezione di moda. Questo mi permetterebbe di formare altri giovani, ma soprattutto far conoscere il mio Paese al di là di tutti gli stereotipi, legati alla guerra, alla crisi politica, economica. Di questo beneficerà l’intero continente, che straripa di giovani talenti nei campi della cultura, dell’arte … Ma ora, nel breve-medio termine occorre portare a conclusione l’avviamento della corso di Prototipia concludendo i primi cicli di corso.

Un’ultima domanda per te Berthille, un po’ curiosa: raccontaci una tua grande soddisfazione ed una difficoltà che vivi nel tuo lavoro qui in Centrafrica.

Berthille ride a questa domanda. Poi risponde cominciando da una difficoltà che ha trovato nel vivere in Centrafrica. È la prima volta che vivo in un clima così caldo e umido. Per quanto riguarda il lavoro, trovo che gli studenti hanno difficoltà, particolarmente con la matematica, importantissima nella preparazione dei cartamodelli. Tuttavia, gli studenti, nel giro di poco tempo, hanno capito che non si trattava del semplice corso di taglio e cucito, ma di stilismo e modellistica. Sono impegnati, si danno da fare per imparare un lavoro che li affrancherà dalla precarietà, che caratterizza la vita della maggior parte della popolazione qui in Centrafrica. Anche quando piove (e qui si tratta di piogge veramente torrenziali!!), gli studenti vengono con impermeabili e stivali. Mi chiedono di lavorare anche nei giorni legati alle festività religiose o civili. Si sono veramente appassionati al lavoro! Negli esami di fine corso, hanno avuto buoni risultati. È vero che prendono tempo, ma cercano di migliorare attraverso le domande che pongono su cose che non hanno capito oppure attraverso le mie correzioni. Adesso cominciano a farmi domande su come realizzare i modelli che hanno immaginato, su come arrivare a creare abiti che loro stessi hanno pensato. Gli studenti mi dicono che vorrebbero creare qui in Repubblica Centrafricana i loro marchi di abbigliamento. Questo è sognare un futuro diverso per loro e per tutto il Paese. In questo modo penso l’obiettivo dell’Associazione “Amici per il Centrafrica” e dell’Istituto Secoli sia stato pienamente raggiunto.

Cooperazione internazionale, donare, Fashion, Formazione Professionale, Moda, sartoria, volontariato

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Se Natale fosse fare l’ordinario… in modo Straordinario

Gli Auguri del presidente Pierpaolo Grisetti per il S. Natale 2022.

Sono da poco rientrato dalla missione a Bangui durante la quale ho condiviso due settimane con altri volontari: Cristina, Mario e Giuliano, storici frequentatori delle nostre missioni, e due nuovi volontari alla loro prima esperienza, Francesca e Marco.

Due settimane intense per i tanti impegni legati ai progetti in corso ed ai nuovi che, come “Amici per il Centrafrica”, portiamo avanti quotidianamente nella Repubblica Centrafricana grazie all’incessante lavoro del nostro responsabile Paese Jeff e della nostra responsabile sanitaria Federica.

Ho trovato una situazione molto positiva nella quale il personale dedicato alle Scuole, al Centro Sanitario e al Centro di Formazione Professionale (La “Scuola dei Mestieri”) dimostra un impegno fuori dal comune e una voglia di crescere e imparare che in poche situazioni si riscontrano.

Abbiamo avuto anche l’occasione di ospitare presso il nostro centro “La Joie de Vivre” diverse persone e molti partner: dal prof. Alberto Mantovani, agli amici della fondazione statunitense “Health Through Wall”, dai responsabili della MINUSCA (sezione centrafricana dell’ONU) al Segretario del Nunzio Apostolico.

Quello che più ha fatto piacere è il vedere l’ammirazione per quello che è stato creato in questi anni e viene ora efficientemente gestito. Quello che per noi rappresenta semplicemente l’ORDINARIO, per loro è come STRAORDINARIO.

Ho riflettuto molto su questo e ho capito che spesso l’incoscienza ti porta a realizzare quello che ai più può sembrare impossibile.

Il mettersi in gioco senza limiti e l’agire con perseveranza ci hanno dato l’energia e gli stimoli per affrontare i tanti problemi e trovarne le soluzioni: prima abbiamo deciso cosa fare e poi abbiamo pensato al come realizzarlo.  “I se e i ma” sono sempre venuti dopo e ci ha dominato la volontà di trovare una qualificata ed efficace soluzione alle necessità impellenti di persone condannate a disagi e malattie solo per la colpa di essere nate in un luogo piuttosto che in un altro.

L’arma vincente è stata quindi quella di mettere in campo azioni straordinarie per attuare la cosa che dovrebbe essere la più naturale per tutti: aiutare il prossimo a formarsi e a crescere professionalmente, avendo nel contempo cura della propria salute.

In questo Natale l’augurio è che non ci si debba lavare la coscienza facendo il minimo indispensabile o facendo qualcosa pensando che “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.

Noi dobbiamo invece cercare di fare per l’Africa il meglio, per dimostrare alle popolazioni bisognose che crediamo in una uguaglianza sostanziale attuata con fatti concreti!

Prendiamoci allora l’impegno di considerare i nostri fratelli Centrafricani uguali a noi per restituire dignità alle loro storie, sapendo che aiutarli e stargli vicino è un nostro dovere di solidarietà sociale, prima che un loro diritto.

Buon Natale!

Pierpaolo Grisetti

Cooperazione internazionale, donare, Natale, volontariato

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Visita AICS Khartoum al Dispensario “Mama Carla”

AICS ha visitato nei giorni scorsi il dispensario “Mama Carla” di Bangui.

L’incontro è avvenuto in vista del prossimo avvio dell’iniziativa di emergenza – finanziata appunto dall’AICS – e realizzata da Amici per il Centrafrica ODV in collaborazione con il Medici con l’Africa Cuamm, volta a garantire l’assistenza sanitaria gratuita e di qualità alla popolazione vulnerabile tra Bangui-Mbaiki.
L’istituto MAMA CARLA si trova in un’area particolarmente fragile e critica della capitale.

Ricordiamo che il dispensario prende in carica ogni giorno circa 100 pazienti , di cui la gran parte bambini e minori fino ai 15 anni di età.

Tra i tanti servizi offerti, il Centro garantisce:

Presa in carico di pazienti affetti dalle principali patologie quali malaria, infezioni respiratorie, gastroenteriti, parassitosi intestinali nonché dalle malattie sessualmente trasmissibili;

Realizzazione di iniziative di sensibilizzazione sui principali temi relativi all’educazione sanitaria (alimentazione e nutrimento, igiene personale e dei bambini, vaccinazioni) sia tra i pazienti curati nel Centro sia nelle comunità locali;

Servizi di telemedicina con esperti internazionali con specializzazioni differenti (cardiologia, dermatologia, infettivologia, radiologia, ematologia);

Servizi di oftalmologia specializzata;

Servizi dentistici e odontoiatrici.

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Natale 2021: ripartiamo dal desiderio di altruismo

L’augurio del Presidente Pierpaolo Grisetti ai volontari ed ai sostenitori di Amici per il Centrafrica.

Le festività natalizie rappresentano per noi tutti un’occasione di grande gioia, serenità e pace.

Il Natale ci regala ogni anno la magia di una festa ricca di atmosfere, dove sentirsi più disponibili e solidali verso gli altri, e felici di stare accanto a familiari e ad amici più cari.

Ma allo stesso tempo può rappresentare anche un’occasione di riflessione sui molteplici problemi che ci circondano: la pandemia e le guerre, la fame e la sete nel mondo, la povertà che spinge i popoli all’emigrazione, le problematiche sociali quali la disoccupazione e la perdita dei posti di lavoro, il disagio giovanile, l’incremento della povertà.

Tutte queste riflessioni ci rattristano ma possono anche essere stimolo al nostro impegno, al nostro altruismo, al nostro desiderio di cambiare le cose.

Riprendendo quanto predicava Sant’Ambrogio: “i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi”

Questi ultimi due anni sono stati anni difficili, anni che ci hanno messo di fronte a situazioni inaspettate ed a condizioni operative mai provate prima.

Nonostante questo, con il vostro aiuto, la nostra Organizzazione di Volontariato è riuscita in ogni caso a intensificare il suo impegno e a mantenere in vita i tanti progetti di assistenza e di sviluppo presenti nella Repubblica Centrafricana. Le celebrazioni per i 20 anni di attività, con il riconoscimento del premio “Eccellenza nel Volontariato Carla Pagani” ai nostri volontari, hanno rappresentato alcuni dei migliori momenti degli ultimi anni, in cui la serenità e la solidarietà ci hanno ridato la forza e il coraggio per continuare il nostro operato.

Chi si ritrova nella mission e nei valori di Amici per il Centrafrica è capace di comprendere che l’aiuto ai bambini ed ai bisognosi di uno dei Paesi più poveri al mondo deve essere prioritario rispetto ad ogni forma d’egoismo, d’individualismo, di egocentrismo: “è Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano, è Natale ogni volta che riconosci i tuoi limiti e la tua debolezza, è Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere dentro di te per donarlo agli altri”, ci insegna Madre Teresa di Calcutta.

Vi auguro quindi un sereno S. Natale, una vita piena di senso, la felicità del cuore ed un indomito coraggio, perché tutti insieme si possa essere, anche nei prossimi 20 anni di servizio di volontariato, in cammino al fianco dei più poveri tra i poveri.

Con la speranza e la certezza che l’anno nuovo sarà un anno di rinascita!

Cooperazione internazionale, donare, Natale, volontariato

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